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Capitolo 8

All'aeroporto JFK era il solito caos di gente, bagagli, automobili, bus, minibus, shuttles, che tante volte Robert aveva travato ai suoi arrivi in America. La differenza questa volta era la presenza al suo fianco di Ragione.

Dopo avere espletato le pratiche di immigrazione, dove una lunghissima fila di persone di ogni razza e sesso si ritrova incanalata in circuiti predefiniti in funzione degli arrivi previsti, Robert e Ragione sono di nuovo in fila con i propri bagagli per prendere un taxi che li accompagni a Manahattam. Robert non può fare a meno dei suoi pensieri sarcastici su cosa sia diventato il mondo dopo l'ormai più che famoso 11 settembre 2001. Entrare negli USA equivale a sentirsi degli intrusi. Si ha l'impressione di essere considerati subito dei fuorilegge. Al controllo passaporti ti prendono le impronte digitali di entrambi i pollici e ti scattano una fotografia che subito viene registrata sul computer. Immediatamente si diventa un numero e uno schedato. A differenza delle prime volte che si recava negli Stati Uniti, quando era preso da una eccitazione particolare per quello che ancora vedeva come il "Nuovo Mondo", nei suoi ultimi sbarchi in USA si sentiva invece come "entrare in prigione": una sensazione sulla pelle di essere sempre controllato, spiato, seguito!

Questi pensieri però Robert se li tiene per sé, per non "rovinare" in nessun modo l'avventura alla sua compagna che invece sbarca in America per la prima volta. L'eccitazione della "prima volta" è sempre una sensazione particolare che bisogna fare assaporare appieno a chi la vive!!!

E in fondo, al di là delle riflessioni negative e sofistiche, anche per lui si tratta di "una nuova prima volta", con una ragazza giovane e bella che lo accompagna, quindi con la responsabilità di fare scoprire a qualcun altro e condividere con lei dei sentimenti.

...La sera sta scendendo su New York. Il traffico come al solito nell'ora di punta è pesante: ogni giorno entrano ed escono dall'isola di Manahattam più di un milione di persone!!!! Seduti sul sedile posteriore del CAB giallo classico Newyorchese, l'avventura americana è cominciata.

...Le luci della City si intravedono da lontano, i grattacieli avanzano verso di loro. Robert ricorda e commenta la sua prima volta, che già aveva rivissuto con se stesso prima che partissero. Era stato tanti anni prima, il suo primo lungo viaggio di lavoro, che sarebbe poi stato l'inizio di una lunga serie di viaggi intercontinentali. Era circa lo stesso periodo dell'anno, inizio gennaio, quindi pieno inverno. Ed era una degli inverni più freddi del 20° secolo. Una ondata di freddo glaciale aveva per giorni attanagliato il continente americano. Di anni ne erano passati tanti, quasi un ricordo di gioventù. L'estasi davanti ai grattacieli di Manahattam, quando per la prima volta li ritrovi, senza accorgertene fino all'ultimo momento, quei grattacieli che tante volte si sono visti alla televisione o nei tanti film americani dell'infanzia; si rimane per un attimo sconcertati....e mentre, tra un commento e l'altro di Ragione, fa riemergere di nuovo i suoi ricordi....ecco che il taxi si immerge nel traffico dell'isola più famosa del mondo: Manahattam!!

Ragione rimane senza parole, con il fiato sospeso e il naso verso l'alto dietro il finestrino del taxi. Già il passaggio sul ponte di Verazzano era stato sensazionale, ma ora l'American Dream diventava realtà. E' vero che negli anni 2000 il fascino dell'America d'avventura è scemato, ma resta pur sempre un "sogno" poter essere "dal vivo" in quella realtà: ed effettivamente New York è una realtà a parte. Non è una città, è il mondo!!!...

In breve tempo il taxi raggiunge la 51° strada dove è localizzato l'hotel che Robert ha prenotato. Paga la corsa con la larga mancia diventata sempre più obbligatoria, specialmente per i taxisti Newyorkesi.

Nella Hall dell'albergo c'è grande animazione. Robert conosce bene ormai l'ambiente, ma per Ragione tutto è una scoperta: anche un grande albergo americano fa la differenza rispetto ai piccoli "Logis" francesi o i piccoli alberghetti parigini.

La stanza al 37° piano è ugualmente una avventura per un europeo.

Le stanze allo Sheraton non sono enormi, ma il letto King Size è già di per se stesso una scoperta per chi ci si stende per la prima volta, così come il numero di cuscini che vi si trovano sopra!!!

I due sono stanchi e felici di essere in quella stanza insieme, in quel momento. Fuori, benché non vi sia il freddo di cui Robert ha parlato in macchina, la temperatura è comunque vicina allo zero. Quindi il caldo della stanza, dopo una lunga giornata di viaggio, stesi sul King Size, dà una sensazione di piacevole coinvolgimento...inutile pensare a Fede in quel momento, ci si penserà l'indomani.....Occorre solo concludere la giornata con una buona cena e poi coricarsi, sebbene non troppo presto per prendere subito confidenza con il fuso orario di 6 ore di differenza.

Robert ricorda un ottimo ristorante italiano, che ha potuto verificare in diverse parti del mondo, trattandosi di una "Catena" di ristoranti di qualità: "da Bice", che ricorda essere non molto lontano dall'albergo. Decidono quindi di andarci a piedi. Alle 20h sono in strada, immersi nel "mondo".....Ragione si rende subito conto della diversità di New York. Non è la solita grande metropoli, è il concentrato del mondo intero: tutte le razze, tutte le "categorie" di persone sono raggruppate in un fazzoletto di terra!!! Si vedono tanti europei, yuppies, cinesi e giapponesi, neri americani eleganti e disperati, barboni, fenomeni di ogni tipo e grado....Il tutto in pochi passi ...Poi le luci, i rumori, gli odori, il fumo della metropolitana che sale in superficie, le gocce che di tanto in tanto arrivano in testa non si sa da dove e perché..., un melange, un cocktail che può stordire piacevolmente e che per qualcuno può essere devastante!!

Con questa euforia in corpo, unita alla stanchezza provocata dal viaggio e dal fuso, trovano e entrano nel famoso ristorante, dove un ambiente non estremamente raffinato, ma elegante e piacevole, li accoglie.

Robert propone una semplice Insalata Caprese e un buon piatto di Penne all'Arrabbiata, che ricorda essere estremamente buone. Ragione accetta volentieri il consiglio e, accompagnati da una buona bottiglia di Barolo Italiano, provano ad elaborare una bozza di programma per il giorno dopo: l'obiettivo principale del loro viaggio rimane comunque rintracciare Fede.

Ragione propone, come prima cosa, di chiamare i genitori di Fede e quindi il suo amico Eric per cercare di individuare la zona di origine delle ultime telefonate, sempre che ce ne siano state.

Robert, che nei giorni precedenti la partenza ha ricominciato a leggere qualche pagina di Nietzsche, comunica a Ragione quella che secondo lui può avere provocato un "clic" nella mente di Fede, ma dice anche di non avere trovato alcuno spunto particolare che possa dare un indizio sul dove ritrovarla. Ne riparleranno l'indomani, dopo una bella dormita ristoratrice sul grande letto King Size..........

...Durante l'abbondante colazione del mattino successivo, Ragione chiama i genitori di Fede che le dicono di avere ricevuto il giorno prima l'ultima chiamata da parte della figlia, che ancora una volta non ha voluto svelare dove si trovasse, se non comunicargli di stare bene, seppure molto lontana, e di non preoccuparsi per lei. Saputa l'ora della chiamata effettuata da Fede, Ragione chiama il suo amico perché riesca a rintracciarne il luogo di origine. L'amico gli chiede circa 3 ore di tempo per poter fare la sua ricerca.

In quest'attesa, Robert e Ragione decidono di scendere comunque in strada per immergersi tra la gente e chissà...il caso potrebbe anche portarli a un incontro fortuito con la loro amica. In fondo, un europeo che scende a New York, segue dei circuiti "obbligati" e per esempio la Fifth Av. è uno di questi.

Robert, che non può rinunciare alla sua "filosofia da strada" e alle sue "filosofiche" considerazioni, ripete a Ragione quel po' che ha riscoperto di Nietzsche nel testo della Gaia Scienza, prendendo spunto da una frase sul "Riso" che lo ha colpito e che può servire a sdrammatizzare la situazione. In fondo Fede è viva e apparentemente in buona saluta, solamente forse un po' frastornata, ma si tratta comunque di una ragazza intelligente e non sprovveduta. Allo stesso tempo, loro due, pur preoccupati della sorta dell'amica, sono comunque in vacanza da innamorati.

Forse c'è un avvenire per il riso!! Sarà quando la massima "la specie è tutto, uno è sempre nessuno" si sarà incarnata nell'umanità, e a ognuno sarà in ogni tempo aperto l'accesso a quest'ultima liberazione e irresponsabilità. Forse il riso si sarà allora alleato alla saggezza, forse allora ci sarà, se non altro, una "gaia scienza". Per il momento le cose stanno ben diversamente, per il momento la commedia dell'esistenza non è ancora "divenuta cosciente" di se stessa - per il momento continua a esserci il tempo della tragedia, il tempo delle morali e delle religioni. Che significa il sempre nuovo apparire delle morali e delle religioni, di quei provocatori di battaglia intorno alle valutazioni morali, di quei maestri di rimorso e delle guerre di religione??

"Non ti sembra di assoluta attualità una frase del genere?" chiede Robert a Ragione. "e la nostra Fede non potrebbe aver fatto una riflessione su questo cominciando a porsi degli interrogativi sulla validità delle sue scelte? Nietzsche sviluppava i suoi ragionamenti sulla evoluzione della specie e vedeva tutto rientrare in un "gioco" per la conservazione della specie umana. E si chiedeva a un certo punto della sua vita perché non uscire dalla "tragedia" e esaltare il Riso, rendere la Scienza quindi Gaia, allegra ironia dell'Uno che è sempre nessuno!!"

Va da sé che anche questi tragedi lavorano nell'interesse della "specie", per quanto vogliano credere di lavorare nell'interesse di Dio e come suoi inviati.

"Studiando teologia ci si può porre la domanda se si sta lavorando nell'interesse di Dio o della specie e sul come conciliare eventualmente le due cose: potrebbe essere questo l'attuale cruccio di Fede"

Ragione ascolta senza controbattere. La sua mente razionale percepisce completamente il ragionamento di Nietzsche che Robert gli ha riportato, cerca quindi di metabolizzarlo e associarlo a un eventuale ragionamento che la sua amica potrebbe fare al riguardo.

...Parlare di filosofa camminando per la Fifth av. È anche questa una esperienza non comune................

...La Fifth Av. è come sempre stracolma di gente e in questo periodo dell'anno i turisti, specialmente italiani, la fanno da padroni. La temperatura si è fatta più fredda rispetto alla sera precedente. Robert e Ragione scendono dalla 51° strada verso una meta indefinita. Abbracciati per scaldarsi a vicenda, si guardano continuamente intorno cercando in ogni persona che incrociano di riconoscere il volto di Fede. Sanno bene che la cosa è statisticamente molto improbabile, se non impossibile, ma le combinazioni del "caos" a volte portano anche a questo, soprattutto se le energie sono fatte confluire tutte in una stessa direzione.

"Sai - dice Robert continuando a filosofeggiare - nella lettura di un libro sullo ZEN, il cui scopo ultimo è il Risveglio, ho trovato qualcosa come:

il momento del risveglio può manifestarsi con uno scoppio di risa. Ma non è il riso di qualcuno che improvvisamente ottiene una grande fortuna, e non è nemmeno il riso di chi ha riportato una vittoria. E' il riso di colui che dopo avere lungamente penato a cercare qualcosa, la trova, un mattino, in una tasca del vestito.

Ecco, magari Fede ha trovato in qualche frase, in qualche indizio, quel qualcosa che non trovava più ed è scoppiata a ridere di se stessa, del mondo e ora si sta divertendo alle spalle di tutti noi dopo anni di riflessioni profonde sul senso della sua vita!!!"

"E vero, continua Ragione, il teorico della morale diventa il teorico della fine dell'esistenza e quindi ne scopre un'altra, una seconda esistenza, quella dopo la morte.....Ma se pensa solo alla vita, allora è chiaro che il riso e la ragione e la natura l'hanno avuta vinta fino ad oggi. Per il momento la vita è qui, adesso..."

....Non finisce la frase che il telefonino squilla: è l'amico francese che chiama. Sorpresa delle sorprese, l'ultima chiamata di Fede non è arrivata da New York, bensì dalla California, in particolare da Berkley, nell'area di San Francisco!!!

Cosa fare.....La reazione di Robert è quasi immediata:

"prendiamo il primo volo per San Francisco!!!"

"Tu sei sempre più pazzo!! Ma cosa è andata a fare a San Francisco, a Berkley poi. Sto impazzendo, non riesco più a trovare un filo logico..."

"Eppure deve esserci, esclama Robert, sforza la tua memoria e cerca di farti venire in mente un qualche pretesto per cui Fede possa essere partita verso la California"

"Non lo so, non lo so, eppure....Berkley...l'università, c'è qualcosa nella mente che mi richiama questo nome, c'è una storia, ma non riesco a ricordare..."

"Per me invece Berkley richiama alla mente sempre il mio primo viaggio in California, la visita della università che a quei tempi era ancora famosa per le rivolte studentesche che hanno poi dato vita al '68 parigino e europeo...Che tempi di trasformazione ideologica e epocale: fate l'amore non fate la guerra!! Uno slogan così semplice che oggi nessuno richiama più alla memoria...."

"Ok,ok i tuoi ricordi, poi mi racconterai, ma ora cosa facciamo?? Siamo qui al freddo di New York, non abbiamo nessuna traccia precisa per ritrovare Fede che, anziché essere più vicina è sempre più lontana...e..tu, senza neanche riflettere, mi proponi di partire per la California: non so se sto vivendo un bel sogno o un incubo..."

"Io sono propenso per il bel sogno!! Non sono affatto preoccupato per la nostra amica, mentre sono sempre più entusiasta per essere qui con te, per il sentimento che è nato tra noi e vorrei che questo sogno potesse non finire mai. Ti ho detto partiamo semplicemente perché con te andrei senza sosta e senza meta per sempre, se solo fosse possibile. Ma, se vogliamo tornare alla razionalità, consideriamoci in vacanza, e facciamola continuare questa vacanza. I soldi fortunatamente non ci mancano, le carte di credito ancora rispondono, quindi... perché rinunciare, concediamoci ancora un po' di svago... Grazie Fede per essere scomparsa e averci dato la scusa per essere noi insieme e insieme scoprire una parte di mondo!!!..."

" Oh Robert, non so più se la mia razionalità resterà intatta dopo questa avventura. Sono solo due mesi che ci siamo incontrati su un treno e già abbiamo vissuto momenti di intensità estrema che stanno per aumentare ancora di intensità. Sì, sono d'accordo, andremo a San Francisco...e ci andremo dopo che avremo scoperto un po' più di New York. Come anche tu dici, consideriamoci in vacanza e già che ci siamo, godiamocela questa vacanza. Partiremo tra due giorni e passeremo due giorni a girovagare per la Big Apple, voglio scoprire e capire un po' più questa città e...nel frattempo spero mi riaffiori alla mente quel qualcosa che mi porta a Berkley e lo fa associare a Fede..."

"Bene, cerchiamo subito una agenzia di viaggio per prendere un volo il 30 dicembre, prenotare un bell'albergo a San Francisco e poi godiamoci appieno New York nonostante il suo freddo glaciale...."

"A proposito di freddo, sono già due ore che siamo in strada e, seppure abbracciati, sono gelata e una bella bevanda calda in uno di questi splendidi localini che stiamo incrociando non ci farebbe proprio male: cosa ne dici?"

"Pienamente d'accordo, ecco, infiliamoci subito in questo bar e riposiamoci un attimo. In fondo le emozioni sono continue, bisogna tirare il fiato...."

Di fronte a una bella cioccolata calda, Robert e Ragione, pur scambiandosi sorrisi e affettuosità, cercano di riportare tutto quanto sta succedendo sul razionale e cominciano quindi a programmare i due giorni che li aspettano a New York per sfruttarli al meglio.

Per quanto riguarda il viaggio a San Francisco, Robert è veramente entusiasta di poterci andare e freme dalla voglia di partire. San Francisco, oltre ai ricordi del suo primo viaggio in America, è sempre stata per lui la "più bella città del mondo" dopo o insieme a Parigi. Ha avuto la fortuna di tornarci diverse volte e ogni volta la sua convinzione si è rafforzata. Robert ha sempre considerato Parigi la più bella città del mondo come insieme di storia, bellezza, spazi infiniti, città europea e cosmopolita allo stesso tempo. Mentre San Francisco l'ha sempre vista come lo splendido connubio tra la bellezza del panorama unita alla tecnologia d'avanguardia che circonda tale panorama. Il Golden Gate, la baia, i saliscendi delle strade più viste e conosciute nel mondo....

Ma per il momento occorre pensare alla "scoperta" di New York. Robert ha sempre avuto un rapporto di odio e amore con questa enorme città. Il fascino della internazionalità che si ritrova nella Apple è sicuramente pregnante: il mondo in pochi kilometri quadrati, un'emozione senza pari. Però, dall'altro lato, la folla enorme che continuamente si incontra, il caos, il frastuono, sono elementi che stancano e la sopportazione di New York per Robert non va oltre la "visita veloce".

Il bar dove si sono fermati è a pochi blocks dall'Empire State Building. La giornata, seppur freddissima, è diventata stupenda, con un sole splendente e un cielo azzurro come poche volte si può trovare. La situazione ideale per salire al 76° piano dell'Empire e ammirare la splendida vista della City con i suoi grattacieli e il suo sky line dell'isola, con gli aerei che atterrano e decollano incrociandosi nello spazio sovrastante l'isola di Manahattam.

Saliti in pochi secondi fino al piano panoramico, Robert e Ragione sono estasiati davanti a questa splendida veduta!! L'Empire è pieno di turisti di ogni genere, tutti presi e affascinati da quell'ammasso di cemento che fa sembrare l'isola come un porcospino. Le foto, da tutte le possibili direzioni e angolature sono d'obbligo...

Robert, come probabilmente tutti quelli che si trovano in quel momento a quella altezza a rimirare New York, non può fare a meno di portare il suo pensiero all'undici settembre 2001, quando qualcosa ha cominciato a fare cambiare il mondo. Lui ricorda bene le torri gemelle, come le aveva potute vedere da quella posizione e come si poteva comparare l'altezza dei vari grattacieli in funzione delle due torri più alte del mondo. E il suo pensiero va alle religioni, all'odio che possono generare negli spiriti umani, alle razze, alle divisioni culturali che possono portare a devastazioni enormi nel nome di qualcosa di assolutamente indefinito e che nessuno razionalmente può definire: siamo uno e nessuno allo stesso tempo e quando un giorno troveremo questa semplice affermazione stampata in una tasca del nostro cervello, scoppieremo a ridere a crepapelle, anche del fatto che due splendide costruzioni come le torri gemelle siano state abbattute, migliaia di persone siano morte ed altre migliaia dopo di loro per ripicche e vendette!!!

Ma godiamoci il panorama, la stupenda giornata, l'amore di una giovane donna bella e affascinante......rimandiamo la filosofia a più tardi, si dice Robert mentre sorride per una fotografia che Ragione gli sta scattando.

...La visita ai magazzini Macy's è d'obbligo. Prima però un salto al mitico Madison Square Garden. Per Ragione questo enorme stadio, costruito sopra la Pennsylvania Station, non è niente di particolarmente importante: ne ha sentito parlare, ma la sua generazione è cresciuta con uno stereotipo diverso dell'America rispetto a quello di Robert. Ai tempi della gioventù di lui, il Madison era il tempio dello sport americano: il Basket, la Boxe, l'Hockey su ghiaccio. E poi i concerti, le assemblee, i meetings, tutto passava al Madison. Gli incontri memorabili di Cassius Clay, i mitici New York Knicks di Bill Bradley.....

...L'ambiente vicino alle stazioni non è mai dei più "belli a vedersi", ma l'atmosfera che si respira è pur sempre una emozione diversa. I personaggi che vi si possono incontrare, la variegata umanità, come Robert la definisce....

...Da Macy's l'ambiente già cambia radicalmente. Il Grande Magazzino di New York è stato per anni un punto di riferimento per i grandi mall americani. Luogo di smercio di prodotti di qualità, Macy's New York era stato ritenuto per anni "il migliore". L'atmosfera all'interno rimane comunque sempre interessante, un po' retrò nell'arredamento, con banchi pieni di ogni ben di Dio, delle migliori marche. Quel che fa la differenza per Robert questa volta rispetto alle altre che vi si è recato, è il fatto di esservi in compagnia di Ragione, la qual cosa rende diversa anche la semplice esperienza di un grande magazzino. Robert aveva cominciato a considerare nauseante la visita ai malls americani. Se all'epoca della sua prima venuta in America il Mall aveva rappresentato il "mai vista una cosa del genere", dopo anni rappresentava invece quanto di peggio il consumismo era riuscito a creare. Magari non è proprio Macy's New York che può dare lo spunto per la "solita" argomentazione filosofica, pensa. Qui ancora si può trovare un minimo di "anima" nello shopping. Ma....come è diventato "tutto uguale"!! Gli stessi prodotti, gli stessi marchi commerciali che si ritrovano in ogni angolo del mondo!!! Che differenza c'è tra l'essere a New York o ai magazzini Lafayette a Parigi? Perché il mondo, almeno quello cosiddetto occidentale, è diventato "tutto uguale"? Cosa ha creato il capitalismo, che si basa ormai solo sul consumismo? Quanti e quali sono i pochi "padroni del mondo"?....Ma basta pensare...., ritorniamo a essere semplici turisti-consumatori, divertiamoci e rimandiamo le considerazioni "tristi" a più tardi...

"Bello eh? Cosa vorresti come ricordo di New York?" esordisce Robert

"Bello, bello, ma...come a Parigi!!" al fine erano in sintonia!! Esattamente lo stesso pensiero passava per la mente dei due. Due diverse generazioni, ma la stessa riflessione, il che può significare che anche l'ultima generazione, nata e cresciuta nel consumismo, comincia a porsi delle domande.

"Certo, come a Parigi, e come a Londra, come a Madrid, come a Berlino, ormai come a Mosca e via dicendo. Avevo esattamente lo stesso pensiero in testa, ma per adesso non preoccupiamoci di questo. Gustiamoci quello che di diverso in ogni cosa c'è. Gustiamoci la "sorgente" di tutto quello che si trova ormai dappertutto!! Siamo da Macy's, a New York, viviamolo per quello che è, le nostre considerazioni filosofico-razionali le riserviamo per questa sera, davanti ad una buona bottiglia di vino".

"Bene, bravo, cosa mi compro?? O meglio cosa mi COMPRI?"...

"Quello che vuoi, lo sai che sono disposto a follie per te....purché non costi molto!!"

Scoppiano a ridere, si abbracciano e continuano l'esplorazione dei banchi stracolmi di mercanzia, sotto l'assalto continuo dei venditori che, al contrario di quanto accade in Europa, qui sono pagati prevalentemente a commissioni sul venduto: non esiste lo SMIC (salario minimo garantito in Francia) in America!!....

....Con qualche pacchetto in mano, si re-immergono nella folla e nel freddo, risalendo verso l'albergo, questa volta passando per Avenue of the Americans. Attraversano la 48° strada dove le luci del tardo pomeriggio hanno cominciato ad accendersi e dove i vari locali, più o meno raccomandabili, cominciano ad affollarsi del popolo della sera e della notte.

Prima di raggiungere l'albergo, deviano verso il Rockfeller Center per ammirare il volteggiare sui pattini di quanti si stanno divertendo sulla famosa pista ghiacciata allestita sulla piazza sottostante l'immenso grattacielo. Decidono per un altro drink per riscaldarsi, mentre guardano affascinati i pattinatori di tutte le età esibirsi al calare della sera.

Arrivati in albergo, si stendono sul king size per riposarsi della lunga giornata passata a girovagare per le strade di New York e cercare di fare il punto della situazione per programmare i giorni a venire.

Talmente presi dalla bellezza della giornata, dal freddo, dallo shopping, dai grattacieli e tutto il resto, non hanno più pensato ai biglietti e all'organizzazione del viaggio in California.

"Domani dobbiamo farlo come prima cosa" dice Robert.

"Certo, possiamo chiedere al desk dell'hotel se ci possono suggerire qualcosa, in ogni caso ho visto tante agenzie sulla 5th av., non dovrebbe essere difficile trovare quello che ci serve..."

"Niente è difficile in America. Tutto è fatto "a prova di stupido", basta avere soldi e tutte le porte si spalancano in questo paese!!!"

"Come faremo con i nostri biglietti (lo spirito razionale di Ragione rispunta tra la tanta Irrazionalità degli ultimi giorni): abbiamo una andata e ritorno su New York, quindi dovremo prendere un Return ticket per San Francisco, o rientriamo direttamente da là??"

"Giusta domanda, propendo per rientrare direttamente dalla California, vedremo come poter riutilizzare la tratta già coperta. Per quanto riguarda l'alloggio a San Francisco, propendo invece per un grande albergo, direi l'Hyatt , costi quel che costi. Ormai siamo in ballo e continuiamo a ballare. Tendenzialmente preferirei un piccolo alberghetto, intimo e tranquillo, ma in una città come S.F. non è facile da trovarsi. Meglio non rischiare e chiudere nel modo migliore questo anno che ha avuto un finale pirotecnico. Passeremo il 31 a contemplare la Baia bevendoci una bottiglia di champagne!!"

"Sempre romantico e fantasticante!! Sto vivendo con te quello che la mia natura, seppure esuberante, non ha mai voluto vivere fino in fondo. Quello che mi piace è la tua razionalità, che è in sintonia con il mio carattere, però unita a un senso dell'ironia e di gusto del bello e senso della scoperta che portano a quello che tu chiami "l'equilibrio", quindi IL BELLO!! Vedi che sto imparando...e ti ringrazio per insegnarmi tutto questo..."

"Sono io che ringrazio te per essermi vicina e per darmi credito. Sto tirando fuori in questi ultimi tempi tutto, credo, il "meglio" di me. Anch'io ho sempre represso tutto con la razionalità. Ho sempre vissuto questo binomio razionalità/fantasia solo con me stesso. Non l'ho mai espresso liberamente come sto facendo ora con te. Giochiamo sulle parole, inventiamoci la Fantasia-Razionale e vediamo fin dove ci porta. Svegliamoci, come si diceva poc'anzi a proposito della ricerca dello Zen, e ridiamo. Ridiamo di noi stessi, ridiamo del mondo, ridiamo della vita, che è ora, in questo preciso momento. Siamo Uno e Nessuno allo stesso tempo. Siamo UNO quando restiamo qui a discutere faccia a faccia. Esistiamo perché ci parliamo, perché io dico e tu ascolti, tu dici e io ascolto. Sì, esistiamo in questo preciso istante, io e te. Ma siamo anche NESSUNO, per chi non ci conosce, quando non ci saremo più e quando NON eravamo"

"Se ci penso è vero quello che dici. Io sono Nessuno per chiunque mi incrocia per strada. Così come chiunque altro è Nessuno per me. Incrocio una persona, la vedo, è passata, non c'è più: non è mai esistita prima, è esistita solo nell'attimo in cui l'ho vista, non esiste più dopo che è passata. Interessante questa spiegazione dell'ATTIMO. Interessante anche la Fantasia-Razionale!! ...Ma...la mia Fantasia-Razionale mi dice che dobbiamo pensare alla cena. Oggi abbiamo camminato tanto, ma mangiato poco. Dobbiamo reintegrare le calorie perse: una buona cena all'americana ce le farà recuperare con gli interessi!!"

"Hai ragione, ricordo un buon ristorante Tipical American non lontano dall'hotel: te lo propongo, se riesco a ritrovarlo!!"

"Ok, pronta...ancora due coccole e poi andiamo..."

Il T-Bone Restaurant era tutto un programma per una cena all'Americana. Lo trovano subito e subito vi entrano: hanno già preso abbastanza freddo e fatto più che abbastanza chilometri durante la giornata per continuare a farne anche durante la notte.

La scelta è per una splendida bistecca di 5 cm di spessore innaffiata da un buon vino Californiano della Napa Valley. A seguire la specialità newyorkese: il cheesecake condito da un vino moscato che chissà come Robert è riuscito a trovare sulla lista.

...Finita la cena, l'immediato ritorno in albergo per una splendida dormita per ricaricare le batterie ed essere pronti ad una nuova giornata di Fantastica-Razionalità!!!

...Il giorno dopo, comprati i biglietti e prenotato l'albergo (vicino a Union Square, pieno centro di San Francisco), vista la splendida giornata che ancora gli si presenta, Robert e Ragione decidono per una bella passeggiata alla scoperta di Central Park. E' il periodo delle vacanze natalizie, quindi tanta gente si è riversata nel parco per approfittare del periodo di riposo e per godersi nel verde, con il freddo pungente, i raggi di sole che intiepidiscono l'aria. Innamorati, bianchi e neri, gente che corre, gente che passeggia...un'isola nell'isola, il polmone di Mahattan!!

...Per il primo pomeriggio hanno previsto una gita alla statua della libertà, passando prima a "dare un'occhiata" al cratere lasciato aperto dopo la caduta delle due torri gemelle e una sbirciatina a Wall Street.

Passeggiando nel verde di Central Park, i due iniziano una conversazione sulla "ricerca della felicità°"

"Che cosa è la felicità?" provoca Ragione.

"E' essere qui adesso insieme" replica Robert

"Oggi sei banale, my love"

"mah, secondo me è nella "banalità" delle cose che si può trovare il massimo della felicità!!"

"Questo è già più "profondo" come pensiero e forse anche vero!!"

"Ti recito una piccola poesia che ho scritto tanti anni fa:

Esprimere pensieri senza senso

Pensare cosa sei nell'universo

Vederti abbandonato nell'immenso

Non fa sentirti d'essere diverso''...

E' questo il solo senso che io riesco a dare alla vita: sentirmi diverso, quindi UNICO, e nei momenti in cui sono UNICO, ecco, in quei momenti (gli attimi fuggenti di cui abbiamo già parlato una volta) mi sento felice!! Questo che stiamo vivendo è un ATTIMO FUGGENTE che dobbiamo cogliere appieno ed esserne felici"

"Sono completamente d'accordo con te e sono felice come mai prima!!!...chissà se anche Fede in questo momento si sente felice."

"Io ho la sensazione che Fede stia bene e sia a modo suo felice!! Non posso sapere dove sia, se sola o con qualcuno, ma sento che ha intrapreso un cammino verso la felicità. Non ti so spiegare il perché, ma ho percepito Fede come una persona positiva, molto equilibrata, quindi molto bella (in tutti i sensi). Per questo sono sicuro che si è incamminata sulla giusta via.....mentre noi dobbiamo prendere la via verso South Manhattan, se vogliamo rispettare il programma che la nostra Fantasia-Razionale ci ha fatto elaborare"

"Certo, andiamo...."

...Lo spettacolo che si presenta dove una volta erano le due torri gemelle è impressionante. Porta a un intimo raccoglimento verso quelle persone che a loro completa insaputa hanno trovato la morte senza una ragione. Il perché di quella azione nessuno ha saputo veramente spiegarlo e Robert in cuor suo non crede fino in fondo alle versioni ufficiali che hanno commentato e spiegato l'evento. Razionalmente è quasi impossibile che una mente "terroristica" abbia potuto ipotizzare un simile scenario. Razionalmente si direbbe piuttosto una organizzazione fatta scientificamente sul posto...ma queste sono ipotesi insostenibili, forse la verità, seppure relativa, non si saprà mai, o forse in un lontano Futuro, sarà elaborata dopo una nuova scoperta archeologica.

...La riflessione ad alta voce invece Robert la fa quando leggono l'indicazione Wall Street:

"il regno del virtuale, cosa è diventato il mondo e cosa potrà ancora diventare!! Cose c'è di più virtuale di quello che succede nei palazzi di Wall Street!! Quale è il significato dei soldi? Come si possono immaginare cifre a 9-10-11 zeri? Chi possiede quelle ricchezze? Chi sta veramente gestendo il destino del mondo?"....

Ragione non sa cosa rispondere. Conosce la statistica, conosce la teoria del caos, conosce i grandi numeri, ma ...sa anche che applicare tali concetti alla ricerca può portare a risultati concreti in prospettiva, mentre applicare questi stessi concetti alla "salute della gente", perché di questo si dovrebbe trattare, porta solo a risultati virtuali, che non si riflettono nel benessere dei più, ma sul sempre accresciuto potere di pochi. E' questo che vorrebbe dire, ma tace le sue riflessioni, che sa comunque essere coincidenti con quelle di Robert.

Robert invece, con la sua "filosofia da strada", tira fuori addirittura Platone e la sua "caverna" delle idee:

"Chiusi nella sala della borsa si elaborano le idee dei soldi che circolano, quindi siccome questa idea è pensata, in qualche modo esiste. L'uomo che cammina vede la sua ombra, da questa ha l'idea di sé, quindi il sé esiste proprio perché esiste la sua ombra. Alcune persone vedono l'ombra dei soldi, più spostano la luce e più questa ombra si ingrandisce o rimpicciolisce, quindi il sé (i soldi) esiste: questa è la filosofia. E la luce la spostano in modo che l'ombra risulti sempre più grande. Ma Il Soldo (se realmente esiste), il sé, è sempre lo stesso. Quel qualcuno che sposta la luce, vende anche l'ombra, cioè il virtuale, è più questa è grande, più ha valore agli occhi di chi questo gioco lo subisce. Un giorno tutto salterà in aria perché il valore "reale" nessuno sarà più capace di sapere quale veramente sia. Ciò detto, lasciamo questo posto di perdizione e andiamo a prender il battello per visitare la Statua della Libertà!!"........

"Ok, salvatore del mondo, andiamo.....e, dalla tua caverna, tirami fuori una bella IDEA che possa poi concretizzarsi!!"

"Nella mia caverna ce l'ho già una bella idea...."

...Il breve viaggio verso Ellis Island è estremamente suggestivo in questo periodo dell'anno. Attraversare le gelide acque dell'Hudson, con lastre di ghiaccio che galleggiano intorno al battello, mentre si vede allontanare l'isola dei grattacieli. Così come prende in qualche modo allo stomaco il pensiero della povera gente che cento anni prima arrivava in una terra sconosciuta con la sola speranza di potersi inventare un futuro. E pensare a quanti oggi si riversano sulle coste dei paesi ricchi del mediterraneo e sono a volte brutalmente respinti come carne da macello andata a male.

"Spostarsi per New York è tutto un richiamo alla riflessione a quanto pare" sostiene Ragione.

"Certo, è il commento di Robert. Tutto l'ultimo secolo, quindi anche la mia e la tua generazione, ha ruotato, nel bene e nel male, intorno a quanto è successo su questo continente. L'America ha fatto la storia del 20° secolo e vorrebbe imporre la "storia" del 21° secolo. Soltanto che oggi le cose cambiano ad una velocità molto più elevata che in passato. L'esplosione di Internet ha cambiato e continuerà a cambiare gli equilibri. Un conto è esercitare il potere tenendo la massa all'oscuro delle cose, altro conto è l'esercizio del potere quando tutti sanno tutto di tutti!! La contropartita è che, chi detiene il potere può fare sapere quello che lui vuole che la massa sappia: questo è quanto oggi accade, ma ben presto questo supposto controllo sfuggirà di mano e nessuno può veramente ipotizzare quale sarà il futuro, o il destino, del mondo....."

"Possiamo però provare a ipotizzare il nostro futuro prossimo, decidendo come terminare la serata!! Pur tra riflessioni "Profonde", abbiamo finora passato una splendida giornata che merita essere conclusa con un'ottima cena per dare l'addio (o l'arrivederci) a New York" è la saggia uscita di Ragione.

"Per stasera propongo una uscita a Greenwich Village, prima di esporti e concretizzare la mia Idea...."

...La cena è buona e abbondante, ancora una volta condita da un vino californiano. L'ambiente di Greenwich Village è allegro, vivace, stimolante e stravagante. Vi si ritrovano per strada pseudo artisti, pseudo intellettuali e tante coppie gay in atteggiamenti affettuosi. I locali pullulano di gente, la musica invade le strade, il freddo della sera si mischia al caldo e al fumo dei ritrovi.....Tutto questo merita anche un dopo-cena, con un drink prima del rientro in taxi in albergo.

ilcontebaldo