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Capitolo 6

Nei giorni che seguono si sentono spesso sia telefonicamente che per e-mail. E ogni volta Ragione dice di essere più preoccupata per Fede: ha declinato l'invito a recarsi a Lione, la sente sempre più distante ed evasiva nelle risposte.

Robert e Ragione sono già d'accordo per passare comunque qualche ora insieme per la Fete de la Lumière. Si sono dati appuntamento per il pomeriggio dell'8 dicembre al solito bar panoramico del Sofitel, dove si ritrovano alla solita ora e dove chiedono le "solite" due coppe di champagne. Ma l'atmosfera tra i due si fa subito seria, nonostante la situazione di festa che vorrebbero vivere, perché, proprio prima di lasciare casa per recarsi all'appuntamento, Ragione ha ricevuto una mail da Fede che le chiede di non contattarla più per un certo periodo in quanto lei si renderà irreperibile. Lascia poche parole come "devo ritrovare le mie radici e il senso della mia vita. Mi assenterò per un tempo indeterminato, non cercare di chiamarmi perché non ti risponderò. Un bacio."

Ragione è estremamente turbata da questa mail ed esterna tutta la sua preoccupazione a Robert, che la condivide, cercando di riportare comunque le cose alla calma e alla "razionalità", immaginando che Fede abbia deciso di prendersi un periodo di riposo e di voler fare un esame di coscienza vista la sua scelta di vita per il momento dedita alla fede e allo studio della religione

Decidono così di togliersi per un po' dalla testa il pensiero di Fede, almeno per quella sera, e di immergersi nella confusione che regna in città il giorno della Fete de la Lumière. Per una città come Lione, che vuole darsi una fisionomia di città internazionale, ma che in fondo è un agglomerato piccolo-borghese, la Fete de la Lumière riveste un significato particolare. Una volta all'anno, per l'8 di dicembre, la città viene illuminata in tutti i suoi angoli. Tutti i monumenti principali e gli scorci più caratteristici vengono "dipinti" da luci multicolori. Ad ogni angolo del centro storico si possono trovare giochi di luci e proiezioni di immagini sulle pareti degli immobili. E' una grande festa di paese. Le famiglie escono con i loro bambini e passeggiano per le strade che diventano talmente affollate da doversi spostare con spinte in tutte le direzioni. Per le strade si trovano bancarelle per la vendita di cibarie e leccornie per grandi e bambini. Nonostante il freddo della stagione, si vive un momento di convivialità e allegria.

La festa culmina poi in Place de Terreaux dove, a fine nottata, si svolge uno spettacolo di suoni e luci che rievoca avvenimenti storici legati alla città o alla Nazione.

Robert e Ragione sono immersi in questa euforia collettiva che li ha contagiati e come due bambini si spostano per i vicoli della città, contenti di essere lì e contenti di essere insieme. Robert mantiene sempre il suo atteggiamento un po' distaccato, ma ogni volta che Ragione lo prende sottobraccio e lo stringe per un attimo, in quell'attimo sente il cuore fermarsi e un fremito attraversargli il corpo. Pur essendo "padre" e "figlia", si comportano come due innamorati....

Ma anche questo nuovo "attimo di felicità" deve avere presto fine: a mezzanotte decidono di prendere un taxi e rientrare ognuno al proprio nido...

Il giorno dopo Robert si sente allo stesso tempo euforico e agitato: euforico per la bella serata trascorsa e per l'amicizia sempre più stretta e importante che sta stringendo con Ragione, e agitato per....lo stesso motivo! Gli sembra di vivere una nuova giovinezza e la cosa, se da un lato lo rende felice, dall'altro lo turba, perché il tempo (per quanto possa essere relativo) non va all'indietro!!

Con questi pensieri e scrupoli che gli martellano in testa, riceve nella serata una telefonata da Ragione. Il motivo è sempre lo stesso: Fede non dà più segni di vita. Cominciano a ipotizzare delle situazioni, ma non riescono a trovare una spiegazione per questa sparizione....Poi, piano piano, la conversazione si sposta verso il commento della serata precedente e si sciolgono nel confermarsi l'un l'altro come sia stata piacevole e come l'abbiano entrambi apprezzata appieno.

Qualche giorno dopo il tema si ripete: dove è finita Fede. Decidono di recarsi di nuovo a Parigi il week end che precede il Natale per cercare di trovarne delle tracce....E' così che si ritrovano di nuovo un sabato mattina su un TGV come circa due mesi prima. Questa volta non devono scambiarsi dei convenevoli, viaggiano come una coppia e hanno prenotato nello stesso albergo, due camere separate....

Arrivati a Parigi, come al solito, si recano subito in albergo per prendere possesso delle camere (che risultano essere l'una di fronte all'altra). Qualche minuto per depositare i bagagli e si ritrovano pronti a uscire per le strade della capitale.

L'atmosfera a Parigi, alla vigilia delle feste natalizie, è "brillante". La città sfavilla di luci, i negozi sono tutti addobbati a festa, una certa gioia di vivere prende possesso delle persone. Il motivo principale della loro presenza , però, è la ricerca di tracce di Fede, anche se approfitteranno comunque del fatto di essere lì, almeno per un rapido giro di negozi, per comprare qualche piccolo regalo per il Natale.

Per prima cosa si recano all'Istituto dove Fede ha alloggio. La prima scoperta è che Fede ha lasciato la sua stanza, dicendo che era costretta a rientrare a Lione per problemi in famiglia e che per qualche tempo avrebbe fatto la pendolare piuttosto che restare a Parigi in permanenza. Questa cosa già li stupisce perché di sicuro Fede non è rientrata a Lione, anzi, i suoi genitori sono ugualmente preoccupati perché non sanno più esattamente cosa stia facendo. Al contrario di Ragione, che li ha sentiti prima di partire per Parigi, loro hanno ricevuto qualche veloce chiamata dalla figlia, che gli ha comunicato, sempre in modo sfuggente, di stare bene e di non preoccuparsi per lei.

La seconda tappa la fanno all'università della Sorbonne, dipartimento di Teologia. Un giorno Fede aveva fatto a Ragione il nome del suo professore di riferimento e lei si ricordava un certo Mr. Prieur (tutto coincide). Cercano quindi di individuare un locale o un ufficio dove poter avere informazioni di Mr.Prieur. Trovano facilmente una targa con questo nome su una porta, bussano e ricevono l'invito ad entrare. Mr. Prieur, nonostante sia sabato, è seduto alla sua scrivania assorto nella lettura di un saggio sulla vita di Gesù in gioventù. Si presentano e esprimono subito il motivo della loro visita e della loro preoccupazione. Mr.Prieur si dice costernato a non poterli aiutare e anche lui si sente molto preoccupato perché Fede, che considera la sua migliore ricercatrice, la più intelligente e brillante, quindici giorni prima gli aveva comunicato di voler abbandonare momentaneamente gli studi per fare una ricerca "su se stessa". Da quel giorno non aveva avuto più nessuna notizia.

Gli chiedono se avesse notato qualcosa di particolare nell'atteggiamento di Fede, qualche segno di nervosismo, di stanchezza, se avesse avuto qualche strano incontro. Mr. Prieur dice di no...salvo...un piccolo particolare che lo aveva colpito negli ultimi giorni: Fede aveva spesso con sé un vecchio libro di F. Nietzsche (la Gaia Scienza, gli era sembrato...). Questo lo aveva trovato strano in quanto, in un dipartimento come il loro, non era abituale vedere autori come Nietzsche...

Robert e Ragione si guardano negli occhi, perplessi...

Lasciato Mr. Prieur senza aver tolto, come si suole dire, un ragno da un buco, Robert esprime immediatamente la sua preoccupazione di aver creato "un guaio" con il regalo del libro di Nietzsche. Per lui si trattava quasi di uno scherzo, voleva provocare Fede con un autore che aveva fatto della sua vita una battaglia alla religione, in particolare ai preti che gestivano la vita del suo tempo.

Non poteva certo essere un libro a fare cambiare un atteggiamento e una visione della vita. Inoltre "La Gaia Scienza" era forse il libro più "allegro" che Nietzsche avesse scritto. Egli usciva infatti da una lunga malattia e vedeva il suo essere tornato sano come un ritorno alla vita, quindi la sua visione del mondo in quel momento era "serena", non particolarmente cupa e di disprezzo verso il "piccolo uomo".

La reazione di Ragione era nella stessa direzione: non poteva certo essere stato un libro a provocarle una crisi, ma, così come lei, per curiosità, aveva cominciato a leggere Kant, Fede sicuramente aveva cominciato la lettura del libro regalatole e chissà che un qualche flash particolare non le avesse destabilizzato alcune certezze. Ragione, nel leggere kant, aveva, con la sua razionalità, riportato tutto su un piano pratico e, nonostante avesse preso alcuni spunti di riflessione sulla validità intrinseca della propria ricerca della conoscenza del tutto, aveva comunque esercitato lo spirito critico e la sua visione delle cose in generale non era certo cambiata.

Robert si ripromette allora di rileggersi qualche passo del libro di Nietzsche (che sicuramente ha in qualche angolo della sua biblioteca) per vedere se una qualche frase o un qualche argomento particolare possa avere in qualche modo influenzato Fede e trovare quindi un indizio che possa permettere loro di guidarli verso il ritrovamento di lei quanto prima....

...Con questi argomenti di conversazione, si ritrovano senza accorgersene sotto i portici di Rue de Rivoli, tra la marea di turisti che inonda Parigi per le feste natalizie. Ripromettendosi di continuare ad affrontare l'argomento Fede sempre più seriamente nei giorni a venire, decidono comunque, visto che momentaneamente non possono fare niente di più di quanto già hanno cercato di fare, di approfittare del fatto di essere lì per distrarsi un po' e vivere insieme ancora qualche bel momento.

Essendo ormai arrivati all'altezza di Place Vendome, decidono di recarsi, così come ..fan tutti.., alle Gallerie Lafayette per i loro piccoli acquisti. Attraversando Place Vendome, si fermano ad osservare i movimenti delle grosse automobili parcheggiate davanti all'entrata dell'Hotel Ritz: chissà che qualche personaggio famoso non compaia da un momento all'altro. Non che la cosa in sé li interessi più di tanto, ma, come tutti, la vista di un cosiddetto personaggio famoso attira comunque una attenzione particolare. Dopo l'incidente della principessa Diana, chiunque si trovi a passare per Place Vendome, vedendo le grandi Mercedes posteggiate davanti all'hotel più famoso del mondo, corre con l'immaginazione a vederla uscire dall'hotel, vederla salire in macchina e partire a razzo verso Rue de Rivoli e Place de la Concorde...

L'esperienza alle Galeries resta sempre una cosa piacevole. L'edificio di per se stesso è incredibile, con la sua cupola a vetrata multicolore. Poi l'atmosfera che si respira, tra splendori vari, gente di tutte le razze che si accalca su esposizioni di oggetti presentati in maniera fantasmagorica. Al giorno d'oggi tutto può trovarsi dappertutto, ma Parigi è sempre Parigi e le Galeries, sur les Grands Boulevards, sono sempre "Les Galeries"....

Certo che il contrasto tra lo splendore dello shopping e la miseria dei barboni che si trovano ad ogni angolo di strada ha sempre turbato Robert. Tuttavia Robert ha anche capito che in fondo questo è il mondo e che in fondo non lo si cambia. Nel suo concetto di "bello", gli piacerebbe ci fosse più equilibrio anche in queste che vede come sproporzioni. Il mondo nel suo complesso sarebbe "più bello". Ma come può lui cambiare questo stato di cose? Quel senso della vita per cui tutti si battono, per cui sono stati scritti miliardi di pagine e di libri, migliaia di filosofi di tutte le epoche ne hanno parlato....è tutto lì, in quella sproporzione tra il bello e il brutto, il bene e il male!!!!

Ha senso (o non ha senso) sperperare nello shopping, così come ha senso (o non ha senso) sdraiarsi per strada come un clochard. Il Senso più opportuno sarebbe "un giusto equilibrio" tra le due cose, quindi il Bello della vita. Ogni volta che Robert esce da una esperienza di shopping sfrenato, lusso sfrenato etc., si sente preso da questa riflessione, che deve però subito allontanare da sé, per non entrare in un vortice di sentimenti che non porterebbe comunque a niente.

...La visita alle Galeries si prolunga per quasi tre ore, si riempiono di pacchettini di varie forme e dimensioni per ritrovarsi di nuovo in strada che è ormai ora di cena, o perlomeno dell'aperitivo, perché non vogliono farsi mancare proprio niente e, siccome sono diventati abitudinari, decidono per un aperitivo al "solito" Café de la Paix, per poi andare a cena al "Café Fleuri" sull'attiguo Boulevard des Italiens. Un buon Kir Champagne per rilassarsi delle fatiche della Galeries e poi due ostriche e un buon piatto principale che decideranno al momento.

Questa volta Robert le "sue ostriche" le gusterà in compagnia di Ragione, così come la "sua" bottiglia, che questa volta, vista l'occasione ancora più particolare, sarà diventata di Sencerre, anziché di Muscadet....Alle 22 hanno finito di cenare e, nonostante la stanchezza per l'intensa giornata, si sentono entrambi euforici e pieni di vita. Decidono di rientrare in albergo, che questa volta si trova nel Quartier Latin, per depositare i pacchi dei regali e poi uscire di nuovo per un'altra piccola passeggiata....

...E' quasi la mezzanotte quando, in mezzo a tanta gente di una città che non dorme mai, passano davanti al famoso locale Les Hachettes. Senza pensarci decidono di entrarvi per ascoltare un po' di musica. Si suona del Jazz, il locale è famoso per aver visto il passaggio di grandi artisti del Jazz in passato. L'ambiente è angusto, con pochi posti, tanta gente in piedi o seduta su qualsiasi cosa atta all'uopo. Robert e Ragione si siedono su un gradino della scala che scende verso l'area dove l'orchestra si sta esibendo. Chiedono due Cognac e immediatamente l'ambiente si fa caldo e soft allo stesso tempo. Sono entrambi estremamente distesi e felici, fanno quasi invidia e sembrano la coppia più perfetta che possa esistere!

Sono talmente storditi dalla musica, dall'ambiente, dalla situazione, che non vorrebbero più rientrare....Ma quando sono ormai le due del mattino decidono di tornare all'albergo, a piedi per rinfrescarsi un po'il cervello, appannato da quanto hanno bevuto e dalla musica stordente.

Arrivati alle camere, Ragione istintivamente va verso quella di Robert: ci si poteva facilmente sbagliare essendo le due stanze l'una di fronte all'altra. Robert istintivamente apre la porta riconoscendo la sua stanza e lascia che Ragione entri. Chiusa la porta alle spalle, subentra un attimo di imbarazzo che però dura l'arco di un secondo perché non appena Robert tocca Ragione e prova ad aprire bocca, lei lo abbraccia e lo stringe forte. L'abbraccio è forte e tenero, e le bocche, dolci di vino, alcol e sensazioni piacevoli, si sfiorano prima per intrecciarsi poi in un bacio appassionato e intenso da togliere il respiro. Sorridendosi l'un l'altra e senza parlare si ritrovano distesi sul grande letto matrimoniale...sul quale si risvegliano, ancora abbracciati, quando il sole pallido di dicembre ha già fatto passare i suoi raggi attraverso le tende della finestra.

Il primo a svegliarsi è Robert, che pensa di avere sognato una notte d'amore con una giovane e splendida ragazza bionda. Poi realizza che la splendida ragazza bionda è lì, distesa nuda sotto le coperte, accanto a lui. Le accarezza dolcemente il collo e i capelli, Ragione piano si gira, apre gli occhi e realizza anche lei quanto accaduto. Nei suoi occhi c'è solo dolcezza, non si legge nessun rimpianto, nessuna angoscia, nessun senso di colpa, solo gioia e dolcezza. Robert non riesce quasi a crederci, ma anche lui, agli occhi di lei, sprizza solo felicità...

Non sanno come iniziare a parlarsi, rimangono sorridenti in silenzio per alcuni minuti quando è Robert a dire:

"l'averti conosciuta e l'essere qui in questo momento è stata ed è la cosa più bella della mia vita, non so cosa dirti di più e di meglio!"

"Non devi dire niente di più e per me non c'è niente di meglio che essere qui con te in questo momento. Anche io non so cosa dire di più..."

...Il rientro a Lione fu un mix di felicità e malinconia. Felicità per il nuovo feeling corrispondente a una nuova avventura di vita; malinconia per i "momenti" che passano e il non aver scoperto niente su Fede.

Manca una settimana al Natale e la festa sarà in qualche modo resa vacua dalla mancanza di Fede. Robert e Ragione sono ormai diventati inseparabili, sentendosi continuamente durante il giorno e vedendosi sistematicamente la sera per scambiarsi un po' d'affetto e pensieri su come, in tutti i modi, poter ritrovare Fede.

Ragione è in contatto con la famiglia di lei, che gli comunica di ricevere costantemente una breve chiamata dalla figlia. Commenta con Robert il fatto di avere un amico alla SFR (Eric) che potrebbe riuscire a sapere velocemente da dove Fede chiama i suoi. Per Robert questa è una notizia notevole e incoraggia Ragione a contattare il suo amico per cercare di avere qualche riscontro.

La vigilia di Natale, Ragione ha una prima risposta, che in qualche modo la scombussola: l'ultima chiamata di Fede è stata fatta da New York!! Perché Fede è a New York? Cosa sta facendo là? Come mai non ha mai parlato con nessuno di questo?

Ragione chiama i genitori di Fede che gli trasmettono la loro angoscia non riuscendo più a capire cosa la figlia stia facendo e soprattutto per il fatto che non la vedranno neanche a Natale. Ragione non se la sente di comunicare la notizia della chiamata da New York, promette, però, di occuparsi della cosa e di fare di tutto per ritrovargliela, la loro figlia.

Per festeggiare insieme la venuta del Natale, Robert ha invitato Ragione a cena nel suo appartamento. Lei arriva verso le 20 con una buona bottiglia di Veuve Cliquot per brindare all'evento. E' la prima volta che entra nell'appartamento di Robert e si sente leggermente imbarazzata. Robert la mette subito a suo agio presentandole la semplicità dell'ambiente. La tavola già apparecchiata, due candele accese, le luci soft, mettono subito Ragione in uno stato di complicità e rilassatezza.

La cena che Robert ha preparato è leggera e sofisticata allo stesso tempo. I due, sorseggiando champagne, consumano il pasto lentamente, scambiandosi affettuosità e commenti sul Natale e sulla scomparsa di Fede.

"E' a New York...."commenta Ragione, "perché?.."

"Non possiamo saperlo, ma possiamo andare a scoprirlo..."

"Cosa intendi per..andare a scoprirlo?"...

"Intendo che, se vuoi, possiamo partire per New York, domani?..., tra due giorni?....e insieme cercare Fede seguendo le sue tracce..."

"Come pensi si possa ritrovare Fede a New York semplicemente recandosi là?"

"Non lo so, ma si può provare. In ogni caso sarà una opportunità per noi di restare insieme qualche giorno con un obiettivo comune!!!"

"Intendi dire che vorresti partire già domani per l'America?"

"Perché no? è sufficiente comprare un biglietto e in poche ore saremo a New York, cosa ne dici?"....

"Dico che sei pazzo, ma mi piaci per questo: partiamo!!"

Nel pomeriggio del giorno di Natale, dopo il pranzo in famiglia (di Ragione, in quanto Robert lo lo ha passato da solo...) si recano insieme all'aeroporto Saint Exupery di Lione e acquistano due biglietti per il volo su New York del giorno 27 dicembre. Assolutamente un Natale diverso dagli altri...Intanto insieme, poi con la improvvisata partenza per New York. Rientrano ai loro nidi sconcertati e euforici, felici ed eccitati per l'avventura che sta per cominciare. Un giorno per preparare i bagagli, quindi il 27 all'aeroporto pronti a partire...

RICORDI

.....Preparando i bagagli, a Robert riaffiorano alla mente i ricordi del suo primo viaggio a New York, 25 anni prima. Pensa all'America, alla "sua" America, alla sua scoperta dell'America. Erano i primissimi anni ottanta. Robert era già stato, in precedenza, in California e, mentre in California l'esperienza era stata di vacanza-scoperta, il viaggio a New York, che fino allora non aveva ancora visto, era una delle sue prime lunghe trasferte di lavoro. Partì per New York con i ricordi di un suo caro amico che già vi era stato qualche anno prima e che poi era tragicamente morto, giovanissimo, in un incidente stradale. Si ricordava le parole di lui per esprimere il primo impatto con la città: "esci da un tunnel e ti ritrovi sommerso dai grattacieli!!"

Ricorda la propria eccitazione all'arrivo all'aeroporto JFK, il visto che aveva sul passaporto, la paura di non essere accettato. Poi il tragitto in taxi fino all'albergo. La vista di New York da lontano. Poi, effettivamente, l'uscita dal tunnel e l'entrata a Manahttan. Fu incredibile: grattacieli enormi da fare girare la testa. Era un sogno, un altro mondo. Quell'anno, e in quel particolare momento, c'era stata una ondata di freddo eccezionale. Una nevicata incredibile aveva coperto la città e la temperatura era scesa fino a -20 gradi. Ricorda la sua passeggiata tra le strade della Big Apple immersa nella neve. Ricorda il ghiaccio che bloccava le acque dell'oceano. Ricorda la Statua della Libertà coperta di neve e il ghiaccio tagliato dai battelli che navigavano verso Ellis Island dove agli inizi del 900 tanti emigrati arrivavano per cercare un nuovo mondo e una nuova vita, forse più facile e fortunata di quella che potevano aspettarsi nel loro paese.

Tanti anni sono passati, tante cose sono successe nel mondo. I suoi ricordi dell'America, l'America di trenta anni prima, il sogno di tanti giovani usciti dal '68. Poi "il mondo di tutti", il mondo di internet. Il mondo del terrorismo, il post Al-Quaida che ha fatto crollare le Torri Gemelle: la prima volta che Robert era stato a New York le due torri erano là, oggi non ci sono più: tante cose sono cambiate.

...E l'eccitazione per tornarci è forte, Robert sa che non ritroverà più quello che ha nei suoi ricordi, ma è emozionato all'idea di recarsi nella città che "racchiude il mondo" insieme a Ragione, con l'obiettivo di cercare "un ago in un pagliaio"....

...Si ritrovano direttamente in aeroporto. La partenza è previsto alle 11. Il volo Air France è puntualissimo e alle 11,30 sono già in aria verso il Nuovo Mondo. Robert e Ragione sono seduti al centro dell'airbus 320, appena rilassati dopo la sempre "preoccupante" fase di decollo. Cominciano a chiedersi come potranno, arrivati a New York, pensare di trovare la loro amica Fede. Cercano di ipotizzare come e da dove cominciare le ricerche, ma subito si perdono in ipotesi che difficilmente riescono a risultare concrete...

...Il viaggio sarà lungo, Robert si è portato con sé il libro di Nietzsche (La Gaia Scienza) nel quale spera di trovare qualche spunto per poter rintracciare Fede. Prova a cominciarne la lettura, ma già inizia il servizio di cabina, con la proposta di un aperitivo...E con l'aperitivo Robert comincia a raccontare a Ragione del suo primo viaggio in America, che però non era stato a New York, ma bensì, come sappiamo, in California.

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