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25 - COREA DEL SUD

1988

Sono seduto al Bar Bernardo dell'Aeroporto di Fiumicino ed ho ordinato una birra. Si sta sviluppando una di quelle giornate allucinanti. Sono all'inizio del mio viaggio per la Corea del Sud e siamo già a 5 ore di ritardo alla partenza. Per il momento il volo è fissato alle 20h30, ma sono sicuro che tarderà ancora, l'aereo non è ancora arrivato al gate!! Chiaramente ho già perso la coincidenza a Bankong. Sarò quindi costretto a restare una notte a Bankong, ma almeno a spese della Thai. Quantomeno questo mi faciliterà la decisione per il ritorno: lo sfizio di visitare Bankong me lo toglierò ora, quindi il ritorno sarà diretto fino a Roma, come d'altronde previsto.... Il tutto però mi complica terribilmente il viaggio in quanto mi rimarranno solo 3 giorni pieni per il lavoro (4 se riuscirò a partire il sabato). Giornate come questa ti distruggono: per fortuna che mi sento in piena forma fisica!!!

La stanchezza accumulata per la fatica della notte scorsa ora si fa sentire, sono in uno stato di annebbiamento che, grazie alla birra, aumenterà ancora. Ma è quell'annebbiamento piacevole, che ti fa sentire come staccato da terra e ti permette di continuare a....scrivere cazzate....(se mi sono seduto a questo tavolo è anche perché, al tavolo di fianco, è seduta una splendida ragazza....)

....solo una settimana fa ero molto depresso, tutto immerso nei miei soliti "problemi esistenziali". E' come un ritornello: mi butto giù,giù,giù....poi improvvisamente decido che tutto deve essere vissuto, che la vita offrirà ancora e sempre tante altre esperienze ed avventure, che ancora tantissimo dovrò scoprire e imparare!!! E allora...mi immergo di nuovo a capofitto nella vita....Divento un treno sul lavoro e aumento ancora di più la mia sensibilità.

Tahilandia

......Sono adesso sul volo da Bankog ad Hong Kong, su Airbus 300. Sono le 11h25 ora tailandese (le 6h25 ora italina): l'altra sera siamo partiti da Roma alle 21h15, con circa 6 ore di ritardo....Il mio posto era in coda all'aereo, è stato un viaggio molto brutto. Sono rimasto sveglio fino ad Atene, dove ci siamo fermati per 1h20 min. Poi sono riuscito a dormire fino a Bankog, ma quel dormire terribile, stretto su un sedile, pressato dalla gente di fianco, senza possibilità di movimento...L'aereo ha ballato tutto il tempo, anche piuttosto forte, e in coda si sente ancor più....tutta la coda dell'aereo era piena di italiani che andavano in vacanza....alle 14h ora locale siamo arrivati a Bankog: appena scesi dall'aereo siamo stati assaliti dall'afa impossibile e piena di umidità che si respira in quei posti. La Thai ci ha prenotato una stanza all'Hotel Airport, direttamente collegato al terminal, pertanto alle 15h ero già in possesso della mia stanza.

Ero chiaramente cotto, ma non potevo farmi sfuggire l'occasione di visitare Bankog, che non avevo mai visto.....ho fatto una doccia, telefonato in ditta per accertarmi che tutto fosse in ordine, ed alle 16h ero già sul bus che portava in centro: c'erano 35° all'ombra ed una umidità impossibile: sono sceso che ero completamente bagnato...

Come mio solito in circostanze come questa, mi sono subito immerso nella marea di gente ed ho cominciato a camminare senza meta. Mi sentivo, come non mi capitava da tempo, alla scoperta di qualcosa, e la mia eccitazione saliva...col poco tempo a mia disposizione non ho potuto fare altro che camminare per i vicoli del centro ed osservare le infinite bancarelle che ti offrivano di tutto....ho lasciato andare la mente e mi sono completamente immerso nella vita di Bankog.....Non posso dire che la città mi sia piaciuta, ma quella sua incredibile confusione ha un suo fascino particolare....per rientrare in hotel ho preso un Tuk Tuk: altra esperienza da vivere, questi motorini camuffati che girano nel traffico frenetico della città, a velocità elevatissima, tra gimcane e frenate all'ultimo istante, con il sudore che scendeva per il caldo pazzesco....tutto sempre più eccitante....

Sceso dal Tuk Tuk, mi sono ritrovato in un luogo pieno di Bar, con spettacoli di vario genere, ma tutti improntati al sesso più sfrenato....e ho ripreso a camminare tra questi vicoli: diversa umanità, ce n'era per tutti i gusti...ogni due passi qualcuno mi offriva esperienze incredibili: massaggi particolari, donne, bambine (sic!!)....avrei anche avuto voglia di lasciarmi andare ancora di più, ma poi c'è sempre qualcosa che mi frena....la paura di andare oltre, così, da solo....anche se non ho mai veramente avuto paura, non sono però il Macho, l'uomo forte e sicuro (che non deve chiedere mai...) e se per caso gli altri se ne accorgono, subito ne approfittano, facendo aumentare considerevolmente il rischio....

Il posto era pieno di "bianchi", tutti chiaramente alla ricerca della avventura erotico/sessuale....c'erano tante ragazze giovanissime, sicuramente minorenni, che si accompagnavano con uomini anche vecchi.....via in Taxi verso l'albergo....lasciamo stare e prendiamo questo poco tempo a Bankog come un ricordo di qualche ora diversa...rientrato in hotel ho ordinato una cena Thai, piccantissima...

....qui in volo per Hong Kong sta prevalendo la stanchezza sulla mia eccitazione di ieri, ma mi sento perfettamente in forma e con la voglia di gustarmi questo viaggio fino in fondo, come non facevo da tempo...

Sono ora in viaggio da Hong Kong per Seoul. Dovremmo atterrare tra circa un'ora, 19h15 locali. Ci hanno da poco servito il pranzo: una insalata, gamberetti con contorno di tagliatelle ('), un dolcetto. Ho mangiato i gamberetti ed ho divorato il dolce: sì, l'ho mangiato con avidità e mentre lo mangiavo pensavo che ne avrei volentieri mangiato ancora uno......non ho fatto in tempo a terminare il pensiero che la mia vicina di posto mi ha chiesto:

"Would you like to eat my cake?".

Mi è venuto da sorridere ed invece di dirle , sì, grazie, le ho risposto:

"How do you know that?".... e mi sono divorato anche quello in pochi secondi....

.....la signora al mio fianco ha un certo fascino, è anziana (diciamo 40 anni?), ma esprime una dolcezza sensuale. E' americana, vive a Seoul, sposata con un militare americano. Rientra da qualche giorno di vacanza a Hong Kong. Mi ha subito chiesto se fossi italiano, il che vuol dire che mi ha osservato mentre leggevo.......

Sto leggendo Milan Kundera: è il terzo dei suoi libri che leggo. Mi affascina, questo autore mi attira particolarmente. Propone delle situazioni non consuete, introspeziona i personaggi in modo profondo, personaggi che escono dalla norma, che si lasciano andare alle loro fantasie....o meglio, l'autore riesce ad illustrare le loro fantasie più recondite, i loro intimi procedimenti psicologici. C'è sempre la mistura amore-sesso, sesso non convenzionale, basato sull'attimo contingente. L'amore non convenzionale, ma espresso con l'anima, la sensazione, la percezione....come piace a me....C'è poi la stravaganza, la fantasia, la ricerca e la scoperta del proibito: mi piace e stimola anche la mia fantasia....sono di nuovo alla ricerca di qualcosa!!!

SEOUL (domenica)

Sono una fogna!! Ho appena finito di mangiare più di un chilo di dolci!!! Di tutti i tipi: budino, cioccolato , panna, crema, fragole...che libidine!!

E' passato da poco mezzogiorno, mi sono alzato che erano quasi le 11, dopo aver dormito circa 12 ore. Sono sceso per la colazione. In uno dei bar (Oak Room) dell'albergo la domenica mattina suonano jazz....la mia idea era di prendere soltanto una pasta ed un caffè come colazione. Con mia sorpresa ho trovato un Buffet con su di tutto e, siccome non mi andava di pranzare, mi sono servito di soli dolci. Dolci a volontà. Sto benissimo, c'è una bella atmosfera. Il gruppo jazz ha una cantante coreana molto bella e con una bella voce. Un attimo molto delicato, con musica dolce e ritmata (The Girl from Ipanema), una cantante dolce e delicata, una voce dolce e morbida, e tanto, tanto dolce da mangiare....ahhh che dolce risveglio, fosse sempre così dolce la vita.....

Questo è il mio terzo giorno a Seoul, tutto sta andando piuttosto bene. Speravo qualcosa in più dal lavoro, ma sono comunque convinto di non avere sprecato il mio tempo venendo quaggiù. Certo non è facile trattare da queste parti: la cosa che più mi innervosisce è il non poter comunicare. Dicono di capire, ma assolutamente non capiscono l'inglese. Mr. Lee è una persona difficilissima. Se lui parla inglese, più o meno riesco a capire cosa vuole dirmi; quando parlo io, lui dice sempre Yes, ma non capisce assolutamente niente del mio discorso: afferra qualche parola e la interpreta a modo suo. Sto cercando di parlare nel modo più facile possibile per farmi capire. Ho ridotto il mio inglese a poche parole messe una dietro l'altra, cerco di non usare più frasi interrogative: quelle proprio non le recepisce. Metto tutti i verbi al presente. La fatica più grande: capirsi e capire!!! Qui non hanno espressione. Sembrano tutti uguali e hanno la stessa reazione di fronte ad ogni avvenimento. Sul lavoro cerco sempre di studiare chi mi sta davanti per trovare il modo migliore per portarlo dalla mia parte, ma con questa gente mi sembra impossibile. Non riesco a capire a cosa pensano. Mi sembrano stupidi, ma credo che loro pensino la stessa cosa di me. Mr. Lee mi ripete sempre le stesse cose: "Cristo Santo, le ho capite!!!" Mi verrebbe da dire, ma come ci si può arrabbiare se loro sono sempre con una calma serafica?

Nella giornata di venerdì abbiamo visitato 3 clienti. Il primo Hyundai: credo che faremo un buon lavoro con loro, ma non sono proprio sicuro che tutto andrà liscio....

Nel pomeriggio abbiamo visitato un cliente un po' fuori Seoul, in un paesino. Molto interessante scoprire la vita di quel posto. I bambini che tornavano da scuola, la gente nei campi. A prima vista l'interno della Corea dà l'impressione di assoluta miseria; ma una miseria pulita. Non c'è in questo paese lo sfarzo, le case belle, i luoghi belli, ma c'è una pulizia di fondo, una gioia della vita che si legge sui volti dei bambini per strada. I bambini sono belli ed ordinati, puliti e svegli, anche se il paesaggio intorno a loro sembra brutto e trasandato. Sarà la primavera, ma la Corea mi sembra più bella delle altre volte.....

Sono rientrato in hotel verso le 18 e dopo aver lavorato un paio d'ore, sono sceso in piscina. Ho fatto una lunga nuotata in acqua quasi fredda e subito dopo una sauna caldissima (110°). Un ambiente favoloso, per queste cose gli orientali sono incredibili, curano il minimo particolare....appena entri devi toglierti le scarpe, ti mettono delle ciabatte sterilizzate. Poi accappatoio, asciugamano, docce ad ogni angolo, ambienti puliti all'inverosimile, come ti giri c'è qualcuno che si occupa di te, ti dà tutto quello che può servirti, non deve mancare assolutamente niente....e questa cura si ritrova anche nelle stanze, dove c'è una ricerca del particolare incredibile.

Fuori della sauna c'erano due grandi vasche, una con acqua gelida e l'altra con acqua calda per idromassaggio. Sono ripetutamente uscito dalla sauna per immergermi nell'acqua gelida. L'ultima volta mi ci sono immerso con tutto il corpo: stavo per svenire. Ma la sensazione è stata fantastica!!! Sono poi entrato nell'acqua calda dove però non ho resistito: ho messo il mio fisico a dura prova per circa un'ora e sono contento della sua reazione!!

Ho cenato tardi al ristorante giapponese, dove mi hanno cucinato del pesce su una piastra, davanti ai miei occhi. Ho mangiato di gusto bevendo Saké caldo e mi sono molto divertito (la cantante, quella di prima, mi guardava ripetutamente...si è molto impegnata in un vocalismo jazz e appena finito si è voltata verso me per avere un segno di approvazione che chiaramente gli ho mandato....poi ha finito il suo lavoro e se ne è andata ringraziandomi con un sorriso!!!)

Sono sceso al bar per un drink, pur non avendone molta voglia, non volevo andare subito a dormire...l'ambiente però non mi stimolava assolutamente, così sono salito in camera dove mi sono addormentato dopo poche pagine di Milan Kundera....

Mr. Lee è venuto a prendermi in Hotel sabato mattina verso le 9h30....siamo andati in macchina fino a Inchon, il grande porto di Seoul...grande zona industriale con fabbriche di dimensioni enormi....dopo avere visitato due fabbriche di pianoforti, siamo rientrati a Seoul verso le 13h30 e Mr. Lee voleva assolutamente portarmi a mangiare....entrando in Seoul il traffico era infernale....e verso le 14h abbiamo finalmente trovato un ristorante tipico coreano dove abbiamo consumato un BBQ, seduti in terra, a gambe incrociate.....

Rientrato in camera ho preso la mia macchina fotografica e sono subito sceso dirigendomi verso il down town. Ben presto mi sono ritrovato immerso in una marea incredibile di gente. Si direbbe che il sabato tutti i 10 milioni di abitanti di Seoul siano in queste strade per comprare le cose più disparate alle varie bancarelle. Veramente camminare per strada sembrava di essere in contatto con Milioni di persone....e ho avuto l'impressione di essere in una città ricca. La roba non costava tantissimo e la gente comprava a più non posso...e la gente spinge, ti senti un nulla, a contatto fisico con tutti....però anche diverso, sono l'unico bianco, l'unico occidentale....ma nessuno ci fa caso, sono talmente tanti tutti insieme che il singolo non colpisce, non si vede, svanisce ....

Vendevano frutta (soprattutto banane e ananas), verdura e ginseng, pesce (stranissimo, scheletrico e seccato, buttato sulla strada, poi alghe seccate, una puzza incredibile...), di fianco orologi, poi indumenti, poi scarpe (a migliaia di pezzi), poi di nuovo verdura, fiori, forbici, quadri, pesce....e così per chilometri, in strade e viuzze... Il tempo era bello e si passeggiava molto volentieri.

Mi sono poi immerso nei grandi magazzini: sono rimasto esterrefatto dallo sfarzo e dalla quantità e diversità della merce esposta, neanche in America avevo visto tanto!! Magazzini immensi, di 9 -10 piani, con dentro di tutto. Migliaia di commessi pronti a servirti in qualsiasi modo non appena ti fermi per un attimo.

Domenica - alle 14 è venuto a prendermi Mr. Lee per farmi fare un tour della città. Abbiamo visitato due parchi: bello e interessante, ma avrei preferito restare solo ... è impossibile avere una conversazione con lui, quando gli parlo non capisce assolutamente niente ......a un certo punto, arrivati in cima a un promontorio, ferma improvvisamente la macchina sotto un albergo e mi dice:

"Fuck here now??" ....e io: "What? What you say??"....

"Fuck here now? Go" ... e io "No no, don't understand"....e lui "go go fuck here now....park here now and go..."

...ho avuto un attimo veramente brutto, continuavo a capire Fuck e non Park: lui voleva semplicemente dirmi che stava parcheggiando e che dovevamo scendere, voleva mostrarmi dall'alto il panorama di tutta la città di Seoul!!! Alla fine lo ringraziai di tutto e fu la prima e l'ultima volta che lo vidi: non faceva al nostro caso.

.....era questo un piccolo spaccato di Corea.....e poi.....sempre a proposito di coreani....


Scendendo tra i gironi dell'inferno

Di sto' lavoro a ritmi disumani,

Un giorno, verso fine dell'inverno,


Ricevo tre signori coreani

Che devono comprare il macchinario

Per costruire mobili e divani.


Insieme valutiamo il campionario

E definiamo molto attentamente

Tutto quanto a loro necessario


Per rendere il lavoro più efficiente

Senza tanti uomini impiegati,

ma con un processo indipendente!!!


Passammo alcuni giorni infuocati,

tirarono sul prezzo fino alla morte,

ma poi alla fine si furono calmati


avendo ormai deciso della sorte

di questo nuovo impianto di lavoro....

....mentre il concorrente, lì alle porte,


diceva ch'eran molto meglio loro,

che meglio risolvevano il problema,

che inoltre risparmiavano un tesoro,


che quello stesso identico sistema

nel lor paese da tempo funzionava,

che conoscevan bene questo tema,


che il nostro invece ben non lavorava.....

morale della storia, in conclusione,

fu che il Presidente a me firmava


e, assai contento della decisione,

brindava alla salute del successo

di questa nuova collaborazione!!


L'interprete che sembrava un fesso,

per tutto il tempo della trattativa,

tradusse molto male, ma indefesso,


nessuna espressione lui tradiva

tranne qualche volta un sorrisino

ed un legger sospiro che gli usciva....


A un tratto poi mi fece l'occhialino

E quasi sussurrandomi all'orecchio

Mi disse: "tu sei stanco, tesorino!!"


Rimasi sconcertato per parecchio

E quando ci vedemmo l'indomani

Come se avessi in testa un secchio


Restai indifferente quando le mani

Dovetti stringere per salutare

E dentro me pensai: "sti coreani,


hanno uno strano modo di fare!!

su di loro certamente io mi sbaglio

vediamo dove vogliono arrivare!!!"


Delle macchine facemmo il vaglio...

Chiesero di andare poi in stazione....

Prima in albergo a prendere il bagaglio...


Salta fuori un po' di confusione

Non c'è molto tempo per mangiare

E vista tutta questa situazione


A prendere un panino voglio andare.

Mentre il presidente è lì seduto

Con l'interprete vado ad ordinare.


Gli chiedo cosa fosse a lui piaciuto,

ordiniamo un panino con soffritto

..e la ragazza che ce l'ha venduto


Lancia uno sguardo verso il sottoscritto

....faccio, così, tanto per scherzare:

"bella donna" e lo sguardo fitto.....


"Bello Uomo" mi risponde senza esitare

"Chi" dico io guardandomi intorno,

"You, bello uomo" mi dice prima di andare!!!!


....e poi di nuovo l'Australia ....

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